Vista panoramica sulla baia di Losari, con il mare, la spiaggia, i rilievi costieri, la strada e la vegetazione del litorale.
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A Losari, la baia si apre tra il mare, la spiaggia, i rilievi e la vegetazione costiera.

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Tonio BASSANI

Losari

Quando il Reginu sfocia nel mare

Area protetta di Losari

All’imboccatura del fiume Reginu, lungo il tratto costiero della Pieve di Tuani, L’Osari offre un paesaggio in cui si intrecciano sabbia, acqua dolce, paludi e macchia mediterranea. Protetto dal Conservatoire du Littoral e facente parte del Parco naturale marino di Cap Corse e dell’Agriate – Parco naturale marino di Cap Corse e dell’Agriate, questo luogo offre una vera e propria immersione in una natura rigogliosa, dai canneti e dalle dune costiere alle scoscese rocce che si tuffano nel mare. Un delicato equilibrio tra vita selvaggia e presenza umana che deve necessariamente rimanere discreta.

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  • Area protetta di Losari
Come arrivare

Tra mare e fiume

L’Osari si estende per circa 8 km di costa, di cui circa 2 km di spiaggia sabbiosa caratterizzata dalla foce del Reginu. A ovest, la Punta Caggiola domina la macchia costiera; a est, sono le scogliere della Punta d’Arco a tuffarsi con grazia nelle acque cristalline. Tra questi rilievi, a chi spinge la propria curiosità oltre la spiaggia si svela un mosaico di ambienti. La macchia mediterranea, le querce verdi e gli ulivi si intrecciano con la vite di mare e il tamerice africano. Il nibbio reale, l’averla o la libellula fulva vi trovano rifugio. Sott’acqua, praterie di posidonia e scogliere di corallo rosso ospitano numerose specie da scoprire in tutta tranquillità durante un’escursione alla scoperta del mare. Gli amanti delle prime luci dell’alba potranno talvolta scorgere in lontananza le sagome di capodogli, delfini e balenottere.

Una natura risanata

Scoprire L’Osari significa attraversare un territorio in cui la storia si legge nei paesaggi. Fin dal Medioevo, queste terre sono state coltivate da comunità monastiche. Successivamente, furono i genovesi a trasformare il luogo costruendo una torre di avvistamento sul litorale. All’inizio del XX secolo, il sito diventa proprietà della società alberghiera di L’Isula – L’Ile-Rousse, proprietaria dell’hotel Napoléon in Place Paoli, che allora sistemò i terreni alle spalle della spiaggia e sviluppò attività agricole destinate a rifornire la struttura di lusso.

Quando il Conservatoire du Littoral acquisisce il sito nel 2010, l’obiettivo è quello di restituire al paesaggio il suo equilibrio naturale, perduto a causa dell’influenza del turismo, preservando al contempo le tracce del passato: gli ambienti invasi da «unghie di strega» e altre piante grasse vengono rinaturalizzati con specie endemiche; gli accessi sono organizzati tramite sentieri pedonali; i resti del patrimonio storico vengono restaurati, come la cappella di Notre-Dame de L’Osari e la torre genovese, ora accessibile.

 

A casa di Losari

Oggi, “A Casa di L’Osari”, ospitata in un antico “pagliaghju” – un fienile – restaurato, offre spunti per comprendere la storia del luogo e la trasformazione del sito finalizzata alla salvaguardia degli ambienti naturali. A Casa è anche il punto di partenza di passeggiate che invitano il visitatore ad addentrarsi nei canneti, a seguire il litorale e a camminare in mezzo alla macchia mediterranea. Dietro la spiaggia da cartolina, L’Osari svela un paesaggio più discreto che invita a riflettere sul fragile equilibrio tra natura e presenza umana.

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