Vista sulla pianura del Reginu con vigneti in primo piano, ulivi, un paese sullo sfondo e rilievi montuosi.
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Nella pianura del Reginu, vigneti e uliveti si estendono ai piedi dei villaggi e delle colline.

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Olivier GOMEZ

La Valle del Reginu

Il regno del milano

Valle del Reginu

A pochi chilometri da L’Isula – L’Ile-Rousse, la valle del Reginu si estende in una vasta pianura fertile che si protende dalle rive dell’Osari – Losari fino ai villaggi ad aggrapparsi alle colline che la sovrastano. Uliveti, vigneti, pascoli, macchia mediterranea profumata e corsi d’acqua disegnano un paesaggio aperto, unito al centro dallo specchio d’acqua del lago di Codole. Inserita nella rete europea Natura 2000, la valle dimostra ogni giorno che la presenza umana e la tutela dell’ambiente possono convivere in perfetta armonia.

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  • Valle del Reginu
Come arrivare

Una valle modellata dall’acqua e dall’uomo

La ricchezza del Reginu deriva anche dal suo carattere agricolo. Gli ulivi ricoprono le colline e la pianura, i vigneti si estendono in particolare intorno a Filicetu – Feliceto -, mentre i pascoli e gli allevamenti mantengono spazi favorevoli ad alcune specie. A Lisula, la tutela della biodiversità non significa quindi l’eliminazione delle attività umane. La designazione Natura 2000 accompagna, al contrario, la ricerca di un equilibrio tra la conservazione delle specie, l’agricoltura e gli usi del territorio. È proprio questo delicato rapporto a conferire alla valle il suo carattere.

Un rifugio per la biodiversità

Nel cielo del Reginu, la sagoma del filanciu – il milano reale – è ben nota. La presenza significativa di questo rapace protetto ha contribuito in modo determinante alla classificazione di 3.713 ettari della valle come Zona di Protezione Speciale Natura 2000. Il monitoraggio della specie prosegue ancora oggi sul territorio, in particolare nei pressi dei suoi siti di riproduzione. Altri habitat contribuiscono a questa biodiversità: boschi ripariali lungo i corsi d’acqua, macchia mediterranea, boschi e terreni agricoli. Il lago di Codole, creato dalla costruzione della diga, ospita invece uccelli acquatici e la tartaruga palustre europea.

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