Vicolo lastricato del paese di Pigna, con case in pietra, persiane blu, fiori, manifesti culturali e facciate antiche.
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A Pigna, i vicoli collegano le case antiche, i luoghi di interesse culturale e la vita del paese.

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Olivier GOMEZ

Pigna

Epicentro balanino dell’artigianato e della cultura

Pigna

Nell’862, un certo Consalvo, luogotenente del conte Guido Savelli, inviato dal papa per liberare la Corsica dai Saraceni, costruì una torre che chiamò Pigna, in ricordo del suo quartiere natale a Roma. Il villaggio si sviluppò quindi attorno a questa torre, a partire dal X secolo. Intorno al 1870 contava 230 abitanti su una superficie di 221 ettari.

Pigna, con le sue persiane blu, è oggi un luogo unico dove liutai, ceramisti e musicisti condividono il loro savoir-faire durante tutto l’anno.

Restaurato in terra cruda secondo antiche tecniche, il villaggio è tuttavia ben radicato nella sua epoca. Il suo equilibrio risiede nella convivenza armoniosa tra patrimonio medievale e creazione artistica contemporanea. I vicoli pedonali, che invitano i pedoni a rallentare il passo, regalano quella serenità che stimola l’immaginazione, lontano dal trambusto urbano.

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  • Pigna
Come arrivare

Rinascimento

La particolarità di Pigna risiede nella sua sorprendente rinascita, avvenuta negli anni ’60. In quel periodo, il paese si stava spopolando come molti altri. Di fronte all’esodo, Pigna cerca di ritrovare la propria vitalità attingendo alle proprie tradizioni, piuttosto che scomparire. Alla fine degli anni ’60, vi si stabiliscono due ceramisti, seguiti da uno scultore e da un flautista. L’antica canonica si trasforma in alloggio per gli artigiani, i tetti delle case si adornano di tegole color arancio, il marrone scialbo delle persiane si trasforma in azzurro celeste e il paese compie con successo la sua metamorfosi.

Oggi la scommessa è vinta, poiché Pigna è stata classificata come Sito del Patrimonio Eccezionale (SPR) e la vita, ricca di creatività e cultura, vi scorre senza risentire della stagionalità.

Quando la creatività si insedia

A Pigna, l’arte non è esposta in vetrina: abita il paese. Girando per i vicoli, gli atelier e le botteghe si inseriscono nell’architettura antica, testimoni di un savoir-faire da tramandare e di un mestiere artigianale sempre padroneggiato.

La musica si fa eco di questo movimento. Promossa dal Centro nazionale di creazione musicale «Voce», compone la propria partitura tra ricerca, trasmissione e rappresentazioni. Gli stessi spazi si accordano a questa melodia: A Vaccaghja, antico recinto per il bestiame, si trasforma in un teatro all’aperto di fronte al panorama della valle, mentre l’Auditorium in terra cruda offre un’acustica di grande sobrietà.

Al MuseuMusica, la collezione di strumenti corsi e mediterranei ripercorre la storia delle sonorità locali. La cetera vi riveste un ruolo fondamentale, dal lavoro di liuteria alle note che ne scaturiscono. Anche la chiesa dell’Immacolata Concezione si armonizza con questo paesaggio sonoro, ospitando sotto i suoi due campanili un organo storico restaurato.

Festivoce

Ogni estate, dal 1991, Festivoce trasforma Pigna in un palcoscenico musicale a cielo aperto. Il festival celebra la voce in tutte le sue forme, dalle polifonie corse alla musica barocca, fino alle creazioni contemporanee locali e internazionali. Per diversi giorni, artisti affermati e giovani talenti si alternano nei vicoli, nelle cappelle e nell’auditorium, in un rapporto di vicinanza privilegiato e unico tra musicisti e pubblico.

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