Barca a vela all’ancora in una caletta della riserva di Scandola, con scogliere rosse, macchia mediterranea e rilievi rocciosi intorno alla marina di Elbo.
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Nella riserva di Scandola, il mare si insinua tra le rocce rosse della Marina d’Elbo.

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Pierre BONA

 

La riserva naturale di Scandola

Un paesaggio vulcanico di straordinaria bellezza

Scandola

Tra Calvi e Porto, la riserva naturale di Scandola si presenta come un luogo a sé stante. Vista dal mare, la costa si erge in scogliere vulcaniche dai colori intensi, solcate da calette riparate e grotte che si tuffano in acque cristalline. Dichiarata patrimonio mondialedell’UNESCO, Scandola si lascia ammirare soprattutto dal mare, durante una navigazione che rivela la maestosità di questo paesaggio modellato dagli elementi e preservato da diversi decenni.

Un massiccio vulcanico scolpito dagli elementi

Avvicinandosi a Scandola, la roccia cattura immediatamente lo sguardo. Il massiccio, situato all’estremità occidentale della Corsica, si estende su circa 900 ettari di terraferma e 1.000 ettari di mare. Le sue scogliere sono costituite da porfido rosso, una roccia di origine vulcanica che si tuffa direttamente nel Mediterraneo.

Il vento, il mare e il tempo hanno lentamente modellato questo particolare rilievo. Le pareti sono solcate da grotte marine, le punte rocciose disegnano sagome inaspettate e piccole insenature attirano gli amanti dei luoghi disabitati. A seconda della luce del giorno, le tonalità rosse e ocra della roccia si fondono con i blu profondi del mare e con i tocchi di verde della macchia mediterranea che si aggrappa ai pendii scoscesi.

Da L’Isula – L’Ile-Rousse, Sant’Ambroggio, Calvi o Porto, navigare lungo queste scogliere permette di osservare questo paesaggio vulcanico unico, dove ogni sporgenza della costa racconta la storia geologica dell’isola.

Un santuario per la biodiversità mediterranea

Istituita nel 1975, la riserva di Scandola è una delle prime riserve naturali marine d’Europa. Oggi fa parte della rete Natura 2000 e gode di una protezione rafforzata che ha permesso alla fauna e alla flora di svilupparsi in condizioni eccezionali.

Le scogliere fungono da rifugio per diverse specie di uccelli marini. Con un po’ di attenzione, è possibile avvistare il falco pescatore, diventato l’emblema del sito, mentre plana sopra gli scogli prima di tuffarsi in mare. Anche i falchi pellegrini, i falchi pescatori e i gabbiani marini trovano in queste pareti scoscese luoghi protetti dove nidificare.

Sotto la superficie dell’acqua, la ricchezza è altrettanto straordinaria. I fondali marini ospitano vaste praterie di posidonia, fondamentali per l’equilibrio ecologico del Mediterraneo. Tra gli scogli crescono gorgonie colorate, coralli e numerose specie di pesci, tra cui le cernie che qui trovano un habitat favorevole. Al largo, il mare riserva talvolta la sorpresa di un incontro con delfini o tartarughe marine, alla ricerca della tranquillità di questi luoghi.

Un’area protetta da scoprire con rispetto

Se la natura di Scandola ha conservato una tale ricchezza, è grazie alla protezione di cui gode la riserva. Dal mare, la scoperta avviene in barca, costeggiando lentamente le scogliere di porfido rosso, addentrandosi nelle grotte marine o osservando gli uccelli che nidificano sulle pareti. Questa navigazione tranquilla permette di avvicinarsi ai paesaggi nel rispetto delle norme che regolano la frequentazione del sito: alcune attività come la pesca, le immersioni o l’ancoraggio sono limitate o addirittura vietate in diverse zone al fine di preservare l’equilibrio ecologico della riserva.

Per chi desidera scoprire la riserva in modo diverso, un sentiero, un tempo utilizzato per la distribuzione della posta, permette di raggiungere a piedi l’isolato villaggio di Girolata. Questa escursione di circa 4 ore con partenza dal villaggiodi Osani offre una prospettiva diversa su questi rilievi selvaggi e ricorda che Scandola è innanzitutto un territorio fragile.

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