Le isole da La Pietra a L'Ile-Rousse
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Vista sulle isole da La Pietra a L'Ile-Rousse durante la passeggiata con vista sulla baia e sul faro

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Office de Tourisme de L'Ile-Rousse Balagne

Le isole della Pietra

Le Isole della Pietra sono quell’insieme di isolotti di porfido rosso che si staglia all’orizzonte, all’estremità di L’Isula – L’Ile-Rousse. La roccia ocra affiora quasi nuda, tra la vegetazione tipica della macchia mediterranea e i panorami sul Mediterraneo. Di proprietà del Conservatoire du Littoral, le isole vantano una storia ben più antica della città paolina. Dal periodo neolitico fino al loro risanamento nel 2024, le Isole della Pietra conservano le tracce della storia di L’Isula.

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  • Le isole della Pietra
Come arrivare

Gli isolotti della Pietra

Le Isole della Pietra sono costituite da una roccia granitica formatasi dal magma fuso in un’epoca molto remota.

Sebbene per consuetudine vengano chiamate Isole della Pietra, ciascuno degli otto isolotti ha una propria denominazione. Il primo, che si scorge dopo aver attraversato il ponte, si chiama Saletta, seguitoda E Petre, composto da tre scogli. Segue poi IsulaGrande, detta anche A Petra, dove si trovano il faro e la torre. Accanto ad essa, gli isolotti Rocciu, Isula Piana e Rucettu compongonoquesto piccolo arcipelago, che nel corso della sua evoluzione è stato progressivamente collegato alla costa da interventi urbanistici.

Le prime tracce di insediamento risalgono al Neolitico. Le ricerche archeologiche sull’isola di A Petra hanno portato alla luce i resti di un insediamento semipermanente risalente al VI millennio a.C., considerato il più antico di cui si abbia notizia in Corsica. A quell’epoca, il livello del mare era di circa 7 metri più basso e gli isolotti formavano quindi una penisola.

Un riparo naturale strategico

La posizione delle isole della Pietra spiega fin dai primi tempi il loro ruolo nella storia del litorale della Balagne. La loro posizione strategica permette di sorvegliare la costa della Balagne e di offrire un riparo naturale ai naviganti. Anche i pirati barbareschi vi si rifugiano per preparare i loro attacchi alla regione nel Medioevo. Nel XVII secolo, l’amministrazione genovese decide di erigervi una torre di avvistamento, al fine di proteggere gli scambi commerciali. Ormai fortificato, il sito si sviluppò di pari passo con il fiorire dell’agricoltura nella Balagne. Questa posizione strategica spinse Pasquale Paoli, fondatore di L’Isula, a trasformarlo in un grande porto per contrastare gli interessi genovesi a Calvi.

Le isole della Pietra si sono così evolute nel corso della storia della città di L’Isula e hanno subito numerose trasformazioni. Vi fu costruita una cappella dedicata a Santa Agata, di cui non rimane alcuna traccia, e, ai piedi del faro, si notano ancora i resti dell’antica casetta della dogana. Senza dimenticare il faro della Pietra, costruito nel XIX secolo, che continua a troneggiare orgogliosamente sulle isole.

Un paesaggio da proteggere

Collegate alla costa dalle opere portuali del XIX secolo, le isole della Pietrahanno progressivamente cambiato aspetto. La vicinanza alla città e al porto, le vie di comunicazione, i parcheggi e l’elevata affluenza hanno trasformato alcuni settori, mentre le «griffe di strega», una specie invasiva, hanno invaso gran parte degli spazi naturali del sito. Il progetto di riqualificazione condotto dal Conservatoire du littoral per due anni e completato nel 2024 ha mirato a restituire al sito un aspetto più naturale: ripristino ecologico e paesaggistico, ritorno della vegetazione endemica, percorsi pedonali meglio integrati, riorganizzazione degli spazi già artificializzati, restauro del faroe valorizzazione del patrimonio.

In questo paesaggio roccioso, dove il suolo scarseggia, sopravvivono prati costieri alofili (che si adattano alle condizioni iodate), accompagnati da criste marina, elicriso, limonium e tamerici; sott’acqua, le praterie di posidonia prolungano questo insieme naturale. La fauna rimane discreta ma conta diverse specie degne di nota: la patella gigante vive ancora ai piedi della Pietra, mentre l’isolotto di U Rocciu ospita il filodattilo europeo, un piccolo geco autoctono del Mediterraneo occidentale che è scomparso dalle isole ormai collegate alla terraferma. Al largo, si possono osservare anche delfini blu e bianchi e altri grandi mammiferi marini.

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