Il villaggio di Lama, situato ai piedi di un massiccio roccioso, con case raggruppate, un campanile, vegetazione mediterranea e cielo azzurro.
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A Lama, il villaggio sorge ai piedi della montagna. Le case si snodano lungo il pendio, tra ombra, roccia e luce dell’entroterra di Lisula.

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Olivier GOMEZ

 Lama – Lama

Lama

Arroccata sul versante che domina la valle del Canale, Lama presenta un tessuto architettonico che testimonia diversi secoli di storia rurale. Le case medievali addossate alla roccia, i passaggi a volta e la base di A Torra – la torre – si affiancano ai palazzi – dimore signorili – costruiti nel XVIII e XIX secolo. Tutto intorno al paese, uliveti, terrazzamenti coltivati e sentieri di transumanza estendono questo patrimonio nel paesaggio, mentre la creazione culturale e il cinema gli conferiscono un’impronta contemporanea.

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  • Lama
Come arrivare

Un villaggio fortificato

Lama è un perfetto esempio di borgo fortificato, situato in posizione elevata e compatto. Bisogna alzare lo sguardo per scorgere il paese, poi percorrere le sue strade acciottolate per tornare indietro nel tempo. La sua architettura e le rovine di A Torra – la torre – testimoniano questo passato difensivo.

Nel centro del paese, le case più antiche risalgono al Medioevo. Costruite direttamente sulla roccia, addossate le une alle altre, costellano un labirinto di vicoli stretti e scale ripide che, un tempo, contribuivano alla difesa del borgo e oggi invitano a una passeggiata senza fretta.

Più in basso, gli edifici testimoniano il fiorire dell’olivicoltura nel XVIII e XIX secolo. Gli imponenti palazzi costruiti dalle famiglie dei notabili si affiancano a edifici più antichi, come la cappella di San Lorenzu – San Lorenzo. Costruita alla fine del XIII secolo e classificata come Monumento storico, conserva sulle sue pareti resti di affreschi del tardo Medioevo.

Lungo i sentieri

Partendo dal paese, un itinerariopermette di scoprire il patrimonio tradizionale: calades, fontane, terrazzamenti coltivati, ecc. Questo percorso ad anello di 2 ore attraversa il paese e i suoi dintorni, alla scoperta della sua architettura e della sua storia.

Un’altra escursione, «I Chjassi di a Memoria» – I sentieri della memoria – conduce su un antico sentiero che collegava i villaggi di Lama e Urtaca, invitando a scoprire le attività della vita rurale di un tempo. Pascoli, fienili, aia e terrazzamenti testimoniano il ricco passato agro-pastorale della valle del Canale.

Più in alto, il sentiero del Monte Astu si allontana progressivamente dagli antichi terreni coltivati per raggiungere i paesaggi del massiccio del Tenda, sulle tracce degli antichi sentieri di transumanza. Lassù, una vista mozzafiato ricompensa lo sforzo fisico del percorso, che costituisce una tappa del Trail A Petralbinca.

Una storia agricola

L’agricoltura ha profondamente segnato i paesaggi di Lama. Le piantagioni di ulivi si sono sviluppate a partire dal XVI secolo e hanno conosciuto un vero e proprio boom nel XIX, accompagnate da frantoi, terrazzamenti coltivati e muri a secco. L’incendio dell’agosto 1971 distrusse gran parte di questo oliveto. Questo territorio preservato, classificato come «Sito Patrimoniale di Eccezionale Valore», permette ancora oggi di osservare numerose tracce di questo passato agro-pastorale – un uliveto secolare, campi di grano, terrazzamenti a gradini sul versante e fontane che sgorgano ancora nonostante il passare del tempo, oltre ad alcuni alberi secolari.

Questa storia agricola continua oggi in altre forme. Presso il GAEC Lama – L’Ostriconi, Jean-François e Philippe Sammarcelli e Anne Angeli allevano un gregge di pecore e ne trasformano il latte in loco. Formaggi artigianali e Brocciu DOP vengono prodotti nel caseificio dell’azienda, insieme agli agnelli da latte e ai capretti.

Sotto le stelle

Nato dalla passione dei suoi abitanti, ogni estate dal 1994 il villaggio di Lama si trasforma in un cinema a cielo aperto con una variegata selezione internazionale che spazia dalle anteprime ai documentari, senza dimenticare la produzione corsa. È una settimana all’insegna della festa e della condivisione, in cui si alternano laboratori per bambini, incontri professionali e vivaci dibattiti tra gli appassionati della settima arte.

L’animazione culturale si estende inoltre durante tutto l’anno. La sede locale del Centro d’Arte Polifonica della Corsica sviluppa, all’interno dello Spaziu Bacelli (U Stallò), numerose iniziative incentrate sul canto tradizionale e sul cantu in paghjella. Queste antiche scuderie ospitano anche un fondo fotografico patrimoniale proveniente dagli archivi familiari del paese, oltre a mostre temporanee.

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