Vista panoramica su Pietralba, con case raggruppate ai piedi di un rilievo roccioso, vegetazione mediterranea e montagne sullo sfondo.
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A Pietralba, il paese si estende ai piedi delle montagne. Le case seguono il pendio, tra rocce, macchia mediterranea e la luce della Balagna.

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Olivier GOMEZ

Pietralba

Le Porte di Lisula 

Pietralba

Petralba – Pietralba, – pietra bianca -, domina la valle del Canale, con l’Ostriconi all’orizzonte. Il paese è nato dalla fusione di due frazioni, U Pedanu e U Tetu. Sorge sulle alture, da tempo apprezzate per la loro posizione difensiva. Poco più in alto, le rovine di Casenove conservano le tracce di questo antico insediamento e ne consentono ancora oggi di cogliere la grandezza. Oggi si viene a Pietralba soprattutto per il trail «A Petralbinca», ma anche per il gusto delle «oliose», biscotti tradizionali a base di olio, e per i numerosi sentieri che collegano le creste.

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  • Pietralba
Come arrivare

Sapori d’altri tempi da assaporare oggi

Se i canistrelli al vino bianco sono i dolci simbolo della Corsica, a Petralbasono la croccantezza e la cremosità delle oliose a stuzzicare il palato. Questa specialità della Pieve del Canale affonda le sue radici in una ricetta di lunga tradizione, risalente all’epoca in cui la valle era ancora una ricca terra agricola. Dopo la raccolta delle olive per i signori, gli abitanti del villaggio conservavano l’olio rimanente per condire il pane e i biscotti. Le donne, che preparavano il pane nel forno comunale, impastavano quindi questa pasta con l’olio d’oliva, che poi cospargevano di zucchero. Oggi queste oliose si trovano presso il panificio del paese: Les Portes de la Balagne. Resta da vedere se riescano a farci viaggiare nel tempo, come la piccola madeleine di Proust.

Una corsa verso l'avventura... umana

A Petralba,l’esplorazione della macchia mediterranea segue rispettosamente gli antichi sentieri di transumanza. Partendo dal paese, quattro percorsi guidano il viaggiatore attraverso i paesaggi secondo il ritmo scelto: una passeggiata conduce ai resti di Casenove, la salita impegnativa del Monte Astu con il suo panorama sulla Balagne e sul Nebbiu, mentre un altro itinerario segue i sentieri d’alta quota fino a Bocca di Tenda.

Ogni anno, nel mese di giugno, questi sentieri ospitano l’emblematico trail A Petralbinca, che riunisce circa 800 corridori provenienti da ogni angolo d’Europa per mettersi alla prova. La gara attraversa la macchia mediterranea e le creste per poi collegare, nel giro di una mattinata, il villaggio ai suoi dintorni più lontani.

L’ironia dei resti di Casenove

Sopra Petralba si trova una frazione la cui vita si è fermata all’inizio del secolo scorso. Vi si accede tramite un sentiero che parte dal paese. Da Casenove – «case nuove» – il cui nome non rispecchia più la realtà poiché le case sono ormai in rovina, lo sguardo spazia sulle guglie di Popolasca e sul Monte Padru.

Non lontano da lì, il restauro della cappella di Santa Lucia, avvenuto circa trent’anni fa, ha permesso di scoprire antichi reperti ceramici nei dintorni che suggeriscono l’esistenza di una necropoli. L’interno della cappella custodisce un calvario d’oro, risparmiato dai prussiani e donato nel 1870 da un albergatore di Versailles originario di Petralba.

È proprio in questa frazione che nacque l’abate Bonavita (1752-1833), primo cappellano di Napoleone a Sant’Elena tra il 1819 e il 1821 e cavaliere dell’Ordine Dorato del Papa.

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