Incontro con Francescu Luciani

Francescu Luciani conduce diverse vite che, in fin dei conti, ne formano una sola. Insegnante di lingua corsa, pastore e poeta, cresce in un mondo in cui il canto, la tradizione orale e la montagna occupano un posto fondamentale. Dall’improvvisazione allo «chjam’è rispondi», alle battute verbali, e poi dalla parola alla scrittura, costruisce una poesia profondamente legata ai luoghi e alle persone che lo circondano.

Francescu Luciani, custode della lingua e delle tradizioni

La passione per la trasmissione

Pastore, poeta e insegnante, Francescu Luciani incarna una Corsica vibrante, dove la trasmissione non è una parola vuota, ma un dovere militante. Questo custode della lingua e delle tradizioni trae la sua forza dalla terra dei suoi antenati e dall’arte dell’improvvisazione raffinata. Tra il gesso, il gregge e la penna, offre una potente testimonianza sulla necessità viscerale di salvaguardare l’anima della sua isola per offrire un futuro dignitoso ai suoi giovani.

Incontro

La scelta di insegnare la lingua corsa: una scelta ovvia, una vocazione?

Ho scelto questa professione per convinzione. La lingua corsa è la mia lingua madre e ritengo che sia un dovere trasmetterla. Insegnando il corso, non insegno solo una lingua ai miei allievi. Insegno loro a vivere, trasmetto loro una cultura, dei valori e un modo di essere: essere «corsi». Per me non è solo una vocazione o una passione, ma un dovere militante.

Pastore e poeta: due passioni che si alimentano a vicenda

Sono nato in una famiglia di pastori. Sono il nipote e il pronipote di un pastore. Aiutando mio zio, ascoltando le storie dei miei antenati, osservando le tradizioni e le competenze, la trasmissione del sapere è avvenuta in modo naturale. E col tempo me ne sono appassionato.

Fin da giovanissimo sono stato avvicinato al canto tradizionale a casa con mio padre, che cantava e scriveva. In paese, i Luciani erano soprannominati “i Cucchi”. Mio nonno e i suoi fratelli improvvisavano. A poco a poco ho iniziato a cantare, ed è diventata una delle mie passioni. Poi ho finito per improvvisare anch’io e farmi coinvolgere dal gioco delle rime, ma in modo orale e tradizionale, praticando le«impruvisate» (improvvisazioni) e «Ichjam’è rispondi» (scambi poetici improvvisati e cantati). Infine ho finito per trascrivere le mie rime per iscritto.

Al di là dell’amore per la poesia, un bisogno viscerale di prendere la penna

Scrivere mi dà forza e speranza. La poesia è per me un bisogno e una medicina per l’anima. È un bisogno vitale, un rimedio.  Scrivere mi dà forza e speranza. Far rima le parole significa trovare somiglianze e punti in comune tra le cose. Essendo un attivista del comune, è forse questo lo scopo che mi spinge. Creare rime significa trovare somiglianze tra le cose. In quanto attivista, è questo che mi anima.

Un legame sacro e inspiegabile tra un essere e la sua terra. È qualcosa che non si può spiegare. La comunione con la mia terra rimanda all’aspetto materno che lega un popolo alla propria terra. È un legame che si è intessuto attraverso l’occupazione, la cultura e la simbologia che gli uomini hanno costruito. La nostra terra è la madre del nostro popolo.

 Poesia di Francescu Luciani

À tè chì ghjunghji frestere
Per ste cunfine manente
À scopre ciò chè t’ùn sai
Di stu mondu è la so ghjente
S’è tù ne pati a brama
Pianta quì è stammi à sente

A te che vieni da altrove, da quei confini immutabili, per scoprire ciò che non conosci, di questo mondo e di chi lo abita, se ne senti il bisogno, fermati un istante e ascoltami

In punta di Monte Astu
Guarda puru mondi è mari
Po fatti un segnu di croce
Cum’è dananz’à l’altari
Chì stu scornu d’universu
Ùn hà’nlocu li so pari

In cima al Monte Astu, puoi guardare pure tutto ciò che vuoi, ma fai il segno della croce come davanti a un altare, perché questo angolo di universo non ha eguali in nessun altro luogo.

U piacè di ghjunghje quì
Ùn ci hè dettu chì u sprime
In ste fiure cusì belle
Più fideghju le mio cime
È cum’acqua di surgente
Mi correnu le so rime

Il piacere di arrivare qui è inspiegabile, in questi paesaggi così belli; più contemplo le mie vette, più le loro rime mi vengono in mente, come l’acqua di sorgente

Sappia chì per sta muntagna
Ci aghju passatu a mio vita
Quandu nisun medicina
Ùn curava a mio ferita
Hè statu lu so silenziu
Solu chì a m’hà guarita

Sappi che ho trascorso la mia vita su queste montagne, quando nessuna medicina riusciva a guarire le mie ferite, solo il suo silenzio mi ha guarito

U trattu di a tramuntana
Chì pettina le filette
Cù lu rimore di l’acqua
Quandu à piove ci si mette
Sò forse le prime rime
Chì m’anu datu da riflette

Il soffio della tramontana che accarezza le felci, il mormorio dell’acqua quando la pioggia comincia a cadere sono senza dubbio le prime rime che mi hanno dato spunti di riflessione

L’alba matuttina è dolce
Chì face lu so ritornu
Cum’una manu pisata
Ti saluta à tempu ghjornu
Hè quessu u primu cennu
À cacciammi lu frastornu

L’alba mattutina è dolce e fa il suo ritorno come una mano che accarezza. Ti saluta all’alba ed è il primo segno che scaccia il mio smarrimento.

U tempu ùn mi basterà
Pè cunnosce u Mondu interu
Ma da Tenda à Monte Astu
Di sin’à lu Mont’à Peru
Ci cunnoscu ogni petra
Grazi’à Diu, è ne sò fieru !

Non avrei il tempo di conoscere il mondo intero, ma da Tenda al Monte Astu, fino al Mont’à Peru, grazie a Dio nessun luogo ha segreti per me e ne sono orgoglioso!

Sta muntagna mi dà fiatu
Ogni volta ch’e a scopru
Chì mi corre ind’è e vene
Più chè lu mio sangue propiu
È po l’averaghju in core
Finch’e campu è ancu dopu

Questa montagna mi inebria, ogni volta che la scopro, mi scorre nelle vene più del mio stesso sangue. La porterò nel cuore finché vivrò e ben oltre.

Francescu Luciani accovacciato vicino a una sorgente, mentre riempie una bottiglia tra le rocce e la vegetazione.
©

Francescu Luciani, pastore e poeta, vicino a una sorgente. Un ritratto legato ai gesti semplici, alla terra e alle parole.

Trasmettere per costruire il futuro

È al tempo stesso un dovere e una passione. Sia nella vita di tutti i giorni che a scuola, la trasmissione del sapere è un elemento essenziale per la formazione e l’educazione delle generazioni future… Se il legame tra le diverse generazioni si spezza, la nostra cultura si disgregherà poco a poco…trasmettere significa costruire, plasmare e mantenere un futuro degno per i nostri giovani corsi. Trasmettere significa costruire e mantenere un futuro degno per la nostra gioventù.

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