Vista sul villaggio di Corbara in Balagna, con case in pietra adagiate sul fianco della collina, una cappella in primo piano e un antico edificio sulle alture
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A Corbara, le case seguono il pendio e la pietra riflette la luce

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Olivier GOMEZ

Corbara

Sul picco di Curbaghja

Corbara

Sicuramente uno dei borghi più antichi di Lisula e della Balagna, Curbara si affaccia con discrezione sul mare e sui villaggi dell’antica pieve di Sant’Anghjulu. I suoi quartieri disposti a terrazze e le facciate di ispirazione moresca disegnano una sagoma modellata dalle linee del paesaggio. Curbara coltiva una memoria viva e singolare attraverso la ricchezza del suo patrimonio e delle sue storie. Un carattere deciso che non impedisce affatto di abbandonarsi al tepore estivo delle sue spiagge di sabbia fine.

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Come arrivare

Le origini

A Curbara, la geografia scolpisce la pietra. Fin dal IX secolo, i conti di Balagne scelsero questo promontorio strategico per sorvegliare l’orizzonte. Da fortezzina a castello, le successive signorie spostarono i propri punti d’appoggio sul monte Sabelli fino al sito di U Forte, dove oggi sorge la Cappella di Nostra Signora dei Sette Dolori.

Man mano che le fortificazioni si moltiplicavano, il villaggio si è gradualmente esteso sul pendio di A Curbaghja, il cui nome evoca le fessure rocciose un tempo prediligite dai corvi. Vicoli in salita, scale strette e passaggi coperti testimoniano una maestria nell’arte della costruzione a strapiombo sulla roccia.

Lo spirito del villaggio ha inoltre superato i confini del Mediterraneo. Il villaggio ha visto nascere personaggi che ne costituiscono l’orgoglio: Giovanni Danielli, medico di Luigi XIII, Davia Fraceschini, favorita del sultano del Marocco nel XVIII secolo, o Tito Franceschini-Pietri, segretario particolare di Napoleone III.

Il patrimonio religioso

A Curbara, il sacro è ovunque. A cominciare dalla collegiata di A Nunziata, capolavoro barocco, dichiarata Monumento Storico nel 2013, che oggi ospita il Museo del Tesoro. Gli edifici religiosi occupano così un posto centrale nel paese e si susseguono cappelle dagli stili architettonici vari: Nostra Signora del Lazio, San Pietro e San Paolo, San Rocco. Quella di Nostra Signora dei Sette Dolori, situata sul monte Borgu, reca un’iscrizione di cui ognuno può cercare di svelare il mistero: «Tu es peregrinu solus in Hierusalem » – «Tu sei l’unico pellegrino a Gerusalemme».

Il convento di San Domenico, fondato nel 1456, è oggi un luogo di ritiro per chi cerca un’oasi di pace dove fermare lo scorrere del tempo. I monaci vi producono idrolati, tisane e spezie, in vendita nel negozio.

Tra visite e passeggiate all’aria di mare

Curbara ama la condivisione e gli spiriti curiosi. Tra le mura della dimora di Guy Savelli, la storia della Corsica si svela attraverso la passione del padrone di casa: decenni di ricerca per raccogliere manoscritti, mappe antiche e cimeli di Pasquale Paoli.

Tra una funzione e l’altra, il convento di San Domenico regala la sua tranquillità e la sua storia, il Museo del Tesoro svela i suoi oggetti di oreficeria mentre i laboratori degli artigiani aprono le loro porte per mostrare un savoir-faire ancora vivo.

Poi, il pendio si addolcisce fino al mare. Le spiagge di Bodri e di Ghjunchitu cambiano atmosfera per offrire lo spettacolo marino della sabbia fine e delle acque limpide. A Bodri, le dune protette dal Conservatorio del litorale ricordano che anche la natura padroneggia l’arte della conservazione.

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