Il villaggio di Occhiatana, adagiato su un versante roccioso, circondato da macchia mediterranea, alberi e colline sotto un cielo limpido.
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Occhiatana si aggrappa al rilievo, tra rocce chiare e macchia mediterranea. Le case seguono il pendio, nella luce soffusa della Balagna.

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Olivier GOMEZ

Occhiatana

Ochjatana, tre fontane

Occhiatana

Ochjatana, invisibile dalla valle e costruita a terrazze sul versante del monte Pinzu Sordu, vive al ritmo dell’acqua, come ben dice il proverbio «Ochjatana, trè funtana» – Occhiatana, tre fontane. Le fontane e i lavatoi scandiscono ancora oggi la vita locale, mentre gli ulivi e la macchia mediterranea annunciano la valle del Reginu.

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Come arrivare

Lungo il corso d'acqua

A Ochjatana, l’acqua plasma la vita quotidiana sin dalla notte dei tempi. Fontane, lavatoi e punti d’acqua costellano il labirinto di vicoli, testimoni di un’epoca precedente all’acqua corrente dal rubinetto.

Alimentate dalle fresche sorgenti che scendevano dalle alture, queste strutture svolgevano una funzione ben più ampia del semplice fabbisogno domestico: si imponevano naturalmente come luoghi di passaggio e di conversazione.

La creatività

Nato a Occhiatana nel 1888 e formatosi all’Accademia di Belle Arti di Marsiglia, Damaso Maestracci ha lasciato un’impronta profonda nel suo paese natale. La chiesa conserva molti dei suoi bassorilievi e delle sue sculture, come questa raffigurazione di Santa Teresa del 1930o il monumento ai caduti donato al comune nel 1921.

Ma l’opera più intima dell’artista rimane la sua stessa dimora. Realizzata con un mix di cemento scolpito, mosaici e iscrizioni incise, la casa recita sulla loggia una promessa di tranquillità: «Il mio riposo» e riassume la sua filosofia sopra l’architrave: «L’arte abbellisce la vita». L’artista progetta persino la propria tomba nel cimitero comunale, imprimendo definitivamente il proprio stile nel rilievo.

La creazione prosegue oggi il suo corso nella pianura, sotto altre forme. Nella valle del Reginu, a Julien Fauconnier, nella località detta A Tesa, coltiva e distilla piante aromatiche biologiche. Immortelle, mirto, rosmarino e lentisco si trasformano in oli essenziali e idrolati per estrarre la quintessenza della macchia mediterranea.

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