Le origini
A Curbara, la geografia scolpisce la pietra. Fin dal IX secolo, i conti di Balagne scelsero questo promontorio strategico per sorvegliare l’orizzonte. Da fortezzina a castello, le successive signorie spostarono i propri punti d’appoggio sul monte Sabelli fino al sito di U Forte, dove oggi sorge la Cappella di Nostra Signora dei Sette Dolori.
Man mano che le fortificazioni si moltiplicavano, il villaggio si è gradualmente esteso sul pendio di A Curbaghja, il cui nome evoca le fessure rocciose un tempo prediligite dai corvi. Vicoli in salita, scale strette e passaggi coperti testimoniano una maestria nell’arte della costruzione a strapiombo sulla roccia.
Lo spirito del villaggio ha inoltre superato i confini del Mediterraneo. Il villaggio ha visto nascere personaggi che ne costituiscono l’orgoglio: Giovanni Danielli, medico di Luigi XIII, Davia Fraceschini, favorita del sultano del Marocco nel XVIII secolo, o Tito Franceschini-Pietri, segretario particolare di Napoleone III.






























