Vista sul villaggio di Nessa in Balagna, con case in pietra sul fianco della collina, vegetazione in primo piano e le montagne sullo sfondo
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A Nessa, il paese si arrampica sul pendio e si affaccia sui rilievi della Balagne.

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Olivier GOMEZ

Nessa

All’ombra dei castagni

Nessa

Sulle alture della valle del Reginu, Nesce segna il passaggio tra i terreni coltivati della pianura e i primi rilievi dell’entroterra, proprio come il vicino Filicetu. Castagni, ulivi e antichi sentieri circondano questo piccolo borgo, le cui case si raggruppano attorno alla chiesa di San Ghjiseppu – San Giuseppe. La sua storia si racconta tanto nelle porte dipinte quanto nei resti di una cappella risalente a diversi secoli fa. Nesce porta anche il nome di una delle grandi figure intellettuali della Corsica del XVIII secolo: Don Gregorio Salvini.

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Come arrivare

Porte colorate a San Petru

Passeggiando per i vicoli, lo sguardo si sofferma su una straordinaria serie di porte antiche dai toni rossi intensi. Impreziosite da pannelli dipinti, elementi in ferro battuto e cornici in granito, testimoniano la particolare cura dei dettagli che caratterizza l’architettura del paese.

Lontano dalle dimore, nel cimitero sono visibili i resti della cappella di San Petru di Nesce, che risalirebbe al IX secolo e sarebbe stata utilizzata come chiesa parrocchiale fino alla fine del XVIII secolo. Nell’abside dell’edificio sono conservati affreschi danneggiati risalenti al XV secolo. Essi mostrano ancora oggi una rappresentazione di grande rarità: donne inginocchiate sotto il mantello della Vergine, testimonianza di un’antica confraternita femminile – e Pisochje.

Tutto intorno, l’ombra dei castagni e il tracciato di antichi sentieri ricordano il legame che unisce il paese alla sua montagna.

Don Gregorio Salvini

Nato a Nesce nel 1696, Don Gregorio Salvini incarna lo spirito di indipendenza della Balagna. Sacerdote, dottore in giurisprudenza e vicino a Pasquale Paoli, nel 1758 pubblicò la *Giustificazione della Rivoluzione di Corsica*, un importante trattato a difesa della causa della sua isola contro la Repubblica di Genova. Prese inoltre parte attiva alla fondazione della prima Università di Corsica.

Quest’uomo di grande intelligenza rimane anche un costruttore del villaggio. È su sua iniziativa che, tra il 1753 e il 1783, sorge l’attuale chiesa di San Ghjiseppu, di cui supervisiona i lavori fino a quando vi trova la sua ultima dimora nel 1789. L’edificio, che ospita una Madonna del Rosario attribuita a Giovan Battista Moro, è oggi oggetto di un attento restauro: un modo per preservare l’eredità di colui che scelse di legare il proprio destino alla sua terra natale.

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