Rovine del villaggio di Occi su una collina rocciosa, con la macchia mediterranea, il Mar Mediterraneo e la costa di Lisula sullo sfondo.
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A Occi, le rocce si affacciano sul mare. Il villaggio abbandonato conserva le tracce di una vita passata, tra la macchia mediterranea, gli scogli e l’orizzonte del Mediterraneo.

i villaggi fuori dal tempo

Sulle tracce del passato

I villaggi addormentati

A Lisula e, più in generale, nella Balagna, alcuni itinerari escursionistici conducono verso luoghi singolari dove il tempo sembra essersi fermato, verso antichi villaggi, un tempo abitati e oggi abbandonati. Questi siti, con le loro pietre segnate dal passare del tempo, testimoniano ancora oggi gli stili di vita del passato e l’antica organizzazione del territorio. Percorrere i sentieri che conducono ai villaggi di Spelonche, Giustiniani, Casenove o Occi permette di ammirare paesaggi plasmati dagli uomini che li hanno attraversati molto prima di noi. È un po’ come esplorare una soffitta a cielo aperto, ricca di segreti e tesori da scoprire, lontano dal trambusto del mondo e dai centri abitati.

1. Giustiniani

Dal paese di Speloncato, il sentiero scende attraverso la valle del Reginu in direzione delle rovine dell’antico borgo di Giustiniani, abitato fin dai tempi più remoti, dal Neolitico fino al Medioevo. Il percorso è costellato da muri a secco, fontane e antichi ovili – gli stazzi –, che testimoniano in modo discreto le tradizioni agricole e pastorali. All’ombra dei castagni e degli antichi uliveti, questo luogo fuori dal tempo conserva i resti di alcuni bagni romani – i bagni. Si può inoltre scorgere la torre di un’antica dimora signorile, nonché la cappella di San Filippu, di cui rimangono alcune tracce nonostante l’erosione del tempo.

2. E Spelonche

Situato sulla cima di una collina, il borgodi E Spelonche è raggiungibile dal paese di Belgodère tramite un percorso di andata e ritorno. Il sentiero conduce a un giovane boschetto di querce e raggiunge i resti del villaggio di Quercioli, prima di arrivare a tre pagliaghji – capanni di paglia – e ad antichi orti. I panorami sulla valle del Reginu accompagnano la salita, offrendo alla vista paesaggi maestosi. Dopo il passo, le rovinedi E Spelonche – abbandonate dal XVII secolo – appaiono come per incanto, nel cuore della macchia mediterranea. Il sito offre inoltre viste tanto ampie quanto idilliache sul golfo di L’Osari – Losari. Sulla via del ritorno, una deviazione permette di raggiungere l’antica chiesa di San Ghjustu, una delle più antiche della Balagna, oggi trasformata in un pagliaghju di cui rimane solo l’abside.

3. Casenove

Partendo da Pietralba, nella pieve del Canale, questo percorso ad anello permette di raggiungere l’antico borgo di Casenove. Il percorso attraversa un ponte, si snoda tra antichi giardini e conduce a un sito costellato di pietre sparse. La cappella di Santa Lucia, restaurata negli anni ’70, rimane il fulcro del borgo ed è meta di una processione annuale il 13 dicembre. Prima di raggiungere Casenove, il sentiero offre anche ampi panorami, da Pietralba fino al Monte Cinto. Ogni anno, all’inizio di giugno, gli avventurieri del trail A Petralbinca attraversano l’antico borgo che si risveglia per l’occasione, prima di sprofondare nuovamente in un sonno profondo.

4. Occi

Situato sopra il paese di Lumio, l’antico borgodi Occi si estende su un altopiano a circa 377 metri di altitudine e domina il golfo di Calvi, offrendo una vista mozzafiato. L’escursione inizia nei vicoli di Lumio, attraversa l’altopiano di Lavatoggio e raggiunge poi il Capu d’Occi, che sovrasta le rovine del villaggio addormentato. Il sito conserva numerosi elementi caratteristici, quali muretti in pietra, aie – aghje – o i carrughji tra le case abbandonate. La cappella di A Nunziata, restaurata, è ancora utilizzata in occasione delle funzioni religiose.

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